Il forum "Sport e pace" prologo dei "Giochi mondiali militari invernali": firmata una dichiarazione di pace
Scritto da elena Sabato 20 Marzo 2010 10:00
Si è aperta con il forum "Sport e pace", chiudendosi con l'accensione del braciere a forma di grolla gigante, sabato 20 marzo, la prima giornata dei "Giochi mondiali militari invernali" che fino al prossimo giovedì 25, si tengono in Valle d'Aosta.
Il prologo è stato rappresentato dall'incontro, a Palazzo regionale, tra diversi esponenti internazionali delle Forze Armate che hanno spiegato come lo sport aiuti a creare la pace, conclusosi con la firma di una dichiarazione di pace, insieme al principe Alberto II di Monaco.
In apertura di lavori, dopo i saluti del vice presidente del "Comitato olimpico internazionale - Cio" Mario Pescante e dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, il generale brasiliano Augusto Heleno Carvalho Siqueira, che è stato comandante della missione di "peacekeeping" delle "Nazioni Unite" ad Haiti, ha raccontato come il primo avvicinamento dei militari alla popolazione, messa in ginocchio dal terremoto, sia passato attraverso il coinvolgimento sportivo: «ad Haiti c'è una vera predilezione per la nostra squadra brasiliana - ha ricordato - ed è stata quella la strada per avvicinare i ragazzi che vagavano tra le macerie».
Intorno a mezzogiorno è arrivato ad Aosta Alberto II di Monaco, accompagnato dal presidente Rollandin, invitato al "Forum" in quanto rappresentante dell'organizzazione non governativa "Sport and Peace", accreditata alle "Nazioni Unite", che ha sede proprio nel principato: «è un grande onore per la nostra regione essere teatro di un appuntamento di così ampio respiro - ha sottolineato il presidente della Regione - volto a creare le condizioni per risolvere i problemi che esistono a livello internazionale tra Stati dei vari continenti, avvicinando e ponendo allo stesso tavolo i rappresentanti di Nazioni i cui rapporti sono deboli o compromessi. La presenza a questo "Forum" delle delegazioni dei quarantuno Paesi partecipanti ai Giochi è un momento di confronto che riteniamo particolarmente importante perché avviene tra le montagne valdostane, tenendo conto del fatto che i territori di montagna troppo sovente sono stati e sono scenari di contese e di guerre».
«Il concetto che ci preme sottolineare in questo contesto - ha aggiunto Rollandin - è che le montagne sono il simbolo della volontà di guardare in alto, di guardare all'avvenire con l'aspirazione di un reale e duraturo superamento dei contrasti e della condivisione di un programma di pacificazione e concordia che possa vedere nello sviluppo e nella risoluzione dei problemi reali dei Paesi più poveri e più disagiati la vera sfida degli anni a venire. Sicuramente è solo lo Stato di diritto il fondamento di una pace duratura, ma vogliamo credere che oggi, nel nome dello sport, venga fatto un passo avanti nel dialogo tra culture e Nazioni e lo sport stesso venga preso a modello per gli ideali che promuove, che sono quelli della lealtà, del rispetto per gli altri, dell'umiltà, del cameratismo, della solidarietà e della condivisione, ideali che noi valdostani sentiamo fortemente nostri, perché sono propri della gente di montagna».
Il "Forum" si è concluso con la firma, da parte di Augusto Rollandin, di Mario Pescante, di Alberto II di Monaco e del presidente del "Consiglio internazionale dello sport militare - Cism" generale Gianni Gola, di una dichiarazione di pace che, come già accaduto nel 2007 per i "Giochi mondiali militari" di Hiderabad, in India, sarà destinata alle massime autorità politiche dei cento e trentuno Paesi aderenti al "Cism" ed ai più importanti organismi internazionali: «ringrazio di aver accolto anche il Principato di Monte Carlo nel "Cism" - ha evidenziato il principe Alberto II - lo sport non ha l'ambizione di ridurre tutti i conflitti del mondo, ma può contribuire in maniera reale e duratura alla creazione di un orizzonte migliore. Lo sport permette di andare incontro all'altro in uno spirito di reciproco rispetto, di tolleranza, lealtà e di superare i pregiudizi che spesso costituiscono la causa dei conflitti sul nostro pianeta. Senza questi valori non c'è dialogo e se non c'è dialogo non esiste la pace. Tutte le manifestazioni sportive che possono raccogliere e fare comunicare meglio le persone e gli atleti di Nazioni differenti contribuiscono a una migliore comprensione tra i popoli. Lo sport militare, in particolare è una realtà importante da moltissimo tempo. Molti atleti possono praticare lo sport e avere una carriera sportiva grazie al fatto che fanno parte dell'esercito».
«Riteniamo importante che si sia potuto concretizzare questo "Forum" - ha concluso il presidente Rollandin - luogo ideale nel quale speriamo e riteniamo possano essere esaminate le possibilità di lanciare un messaggio di pace, che caratterizzi questi Giochi e diventi un punto di riferimento per la condotta di noi tutti e in particolare degli atleti e delle delegazione, che di volta in volta si ritroveranno nei vari Paesi a svolgere il loro mandato. Un mandato all'insegna della pace».![]()
Per tutta la durata del "Forum", fuori da Palazzo Regionale, una decina di manifestanti ha esposto diverse bandiere del Tibet. Il gruppo, formato perlopiù da esponenti radicali e dei movimenti della sinistra è stato comunque mantenuto a debita distanza dalle Forze dell'ordine che vigilavano sulla manifestazione. La protesta è nata dopo che la delegazione cinese, durante un sopralluogo a Gressoney-Saint-Jean, dove si terranno le gare di slalom femminile, ha preteso ed ottenuto che la bandiera del Tibet, esposta sul tetto della "Scuola di sci" venisse tolta, nonostante la contrarietà del direttore della scuola, Mauro David: «ho messo a disposizione le bandiere che avevo - racconta Flavio Martino, dell'associazione radicale "Loris Fortuna" - e ne ho distribuite una ventina. Al di là dell'aspetto numerico ci interessa il gesto simbolico ed abbiamo percepito "a pelle" il consenso della gente che è passata».
Altre manifestazioni a favore del Tibet sono state organizzate nel pomeriggio durante la cerimonia di apertura dei Giochi: i dimostranti, che si erano posizionati in maniera molto visibile, sono stati spostati, dalle Forze dell'ordine, in un'altra zona della piazza, dove hanno proseguito la loro protesta, sventolando le bandiere e distribuendo adesivi con su scritto "Free Tibet".
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