SkyRace Valmalenco-Valposchiavo 2008: intervista a Kilian Jornet Burgada
Scritto da sportvda Mercoledì 04 Giugno 2008 00:32
7a SkyRace Internazionale Valmalenco-Valposchiavo 2008Dopo il titolo continentale 2007, Kilian Jornet vuole saldare il conto aperto con questa gara. Di seguito un'intervista sull'atleta del momento.
Iscrizioni chiuse e tetto massimo di 500 concorrenti raggiunto per la Valmalenco-Valposchiavo.
Quella di domenica si preannuncia una gara di altissimo livello vista la presenza del gotha internazionale di specialità.
Se al femminile la donna da battere sarà la britannica Angela Mudge, al maschile i riflettori saranno tutti per il campione mondiale in carica e neo vincitore del titolo europeo Kilian Jornet Burgada. Reduce da una stagione scialpinistica che lo ha consacrato tra i big della specialità, il ventenne atleta catalano ci ha rilasciato un'intervista in esclusiva: «Ho 20 anni e abito a Font Romeu, nei Pirenei francesi, dove studio STAPS e mi alleno – ha esordito -. I miei sport preferiti sono skyrunning e scialpinismo. Il secondo lo pratico da circa 7 anni. Seguendo i consigli della gente ho iniziato a gareggiare anche d'estate e da qui è nata la mia passione per lo skyrunning».
Da dove nasce questo feeling per la montagna che ti vede protagonista sia d'inverno che d'estate? «Quando ero piccolo vivevo in un rifugio. I miei genitori portavano me e a mia sorella, a fare gite e scalate. Penso che il mio amore per la montagna sia nato lì. Poi all'età di 2 anni iniziammo a gareggiare nello sci di fondo. Il resto è stata una naturale conseguenza».
In un solo anno, da bella promessa dello ski-alp e skyrunning sei divenuto il più giovane vincitore della Buff(R) Skyrunner(R) World Series e della Pierra Menta. Ti aspettavi una simile esplosione? «Il più sorpreso di tutti sono io. Mi aspettavo dei buoni risultati, ma non avrei mai immaginato di arrivare a questi livelli e realizzare i miei sogni da bambino, almeno non così presto».
Al di là di un talento non in discussione, tali risultati non sono certo casuali. Dietro quanto allenamento c'è? «La genetica, è una porzione molto piccola della torta: senza lavoro né disciplina è difficile ottenere qualcosa di buono. Sono 7 anni che mi sto allenando per lo sci, dividendo la mia stagione in due parti: quella invernale, durante la quale faccio un allenamento specifico di sci con molto lavoro di intensità e quella estiva, nella quale dedico molte più ore al lavoro di volume, in bicicletta o correndo».
Pratichi discipline dure e logoranti e sei solo ventenne. Non hai paura di bruciarti? «No. Credo che non mi brucerò sino a che continuerò a divertirmi nel praticare questi sport. Bruciarsi è perdere la motivazione e la forza per allenarsi. Non certo rallegrarsi di ciò che si fa».
Hai appena concluso la stagione di ski-alp, quali sono i tuoi obiettivi per l'estate? «Centrato il titolo europeo di skyrunning, mi concentrerò su gli SkyGames e sulla coppa del mondo di specialità. Prenderò parte alla Valmalenco-Valposchiavo, Andorra, Giir di Mont e La Grigne. Altro obiettivo è il UTMB, dove mi presento per la prima volta e che sto preparando con molta dedizione».
Lo scorso anno nello skyrunning hai davvero dettato legge. Unica gara che non sei riuscito a dominare è stata la Valmalenco-Valposchiavo. Un tracciato non consono alle tue caratteristiche, giornata no, o un De Gasperi incontenibile? «De Gasperi era molto forte, incontenibile. Il migliore. Oltre a tutto io quel giorno commisi degli errori: era la mia prima corsa internazionale (la 4ª in montagna) e non seppi esprimermi al meglio».
Manca davvero poco alla kermesse italo svizzera. Domenica proverai a mettere in bacheca anche questa classica? «Vincere la Valmalenco-Valposchiavo è un obiettivo che devo raggiungere. È una prova molto dura e con un gran livello. È uno degli obiettivi della stagione e farò tutto quanto per arrivare il più avanti possibile».
Pur essendo già così forte, sei davvero molto giovane. Hai atleti di riferimento nello skyrunning e nello ski-alp? «Come tutti i giovani anch'io ho i miei idoli. Nello scialpinismo atleti come Meraldi o Brosse hanno marcato un'epoca. Ammiro molto Perrier, Blanc, Giacomelli, Brunod o Troillet. Nello skyrunning, Agustí Roc è un punto di riferimento da seguire. Quando cominciai, lui era il migliore e mi insegnò moltissimo. Inoltre, i poster di atleti come De Gasperi, Wyatt, Mejia o Olmo sono appesi ai muri della mia camera».
Quest'anno sei l'uomo da battere. Non pesa a un ragazzo di venti anni questa responsabilità? «Credo che saremo in molti a lottare per le posizioni che contano, ma mi piace e mi motiva la pressione di essere fra i favoriti. Ciò mi dà la grinta giusta per approcciarmi alla gara».
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