La "pattuglia" di biathlon chiude i "Giochi militari": oro a Norvegia ed Estonia, gli azzurri fuori dal podio

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La squadra norvegese femminile Con la "pattuglia (patrol)", di biathlon, si sono conclusi, nella mattinata di giovedì 25 marzo, a Brusson i primi "Giochi mondiali militari invernali".
La competizione, di chiara origine militare, ha visto la Norvegia in campo femminile e l'Estonia in quello maschile conquistare l'oro.

Le Nazioni in gara hanno giocato tutte le loro carte: la Francia, nei maschi, per esempio, si è affidata ad un quartetto completamente formato da fondisti mentre qualche altro ha mischiato la squadra, dividendola a metà tra fondisti e biathleti e chi, come l'Italia, ha confermato piena fiducia ai biathleti.
La pattuglia è composta da un capo, che gareggia senz'arma e quindi al poligono non è impegnato, e tre pattugliatori, i designati a cimentarsi al poligono. Il quartetto è indissolubile: deve essere sempre unito, i quattro devono entrare in poligono assieme e gli atleti sparano in successione, non appena il compagno che lo precede ha centrato il bersaglio.
Il podio della gara maschile di biathlon patrol Alle ore 9, nella zona di partenza della pista "Trois Villages", ha preso il via la competizione al femminile, molto avvincente e con distacchi minimi. Il successo ha arriso alla Norvegia, che ha schierato la medaglia d'argento del fondo, conquistata mercoledì 24, Kari Henneseid Eie, Anne Ingstadbjoerg, Jori Moerkve e Tiriil Eckhoff, che hanno completato i quindici chilometri del tracciato e la sessione al poligono senza errori, nel tempo complessivo di 42'43"6. Alla piazza d'onore la Cina, che ha accusato un distacco di 8"7, con in pista Yuanyuan Liu, Xianying Liu, Chunli Wang e Chaoqing Song (42'52"3; 0) e, bronzo, attardata di 17"8, la Polonia, con la medaglia d'oro della "sprint" Krystyna Palka, Parolina Piton, Magdalena Gwizdon e Paulina Bobak (43'01"4; 0). Al quarto posto la Russia con Olga Anisimova, Tatiana Zevakhina, Liobov Petrova e Mariya Sadilova (44'28"7; 1) e quinte, a 1'56"5, le azzurre, tutte del "Centro sportivo Esercito", Michela Andreola, Roberta Fiandino, Christa Perathoner e Barbara Ertl (44'40"1; 0).
La squadra azzurra femminile di biathlon patrol (foto Elvis web)Nei maschi, l'hanno spuntata gli estoni Priit Narusk, Indrek Tobreluts, Kauri Koiv e Roland Lessino, che hanno chiuso in 1h 04'09"9 (0), precedendo, di 17"7, la Svizzera, con Toni Livers (terzo argento in tre giorni), Ivan Joller, Christian Stebler e Remo Fischer (1h 04'27"6; 1) e bronzo, a 1'13"1, alla Francia di Vincent Vittoz, Robin Duvillard, Emmanuel Jonnier ed Alexandre Rousselet (1'05"41"0; 2). Quarta la Norvegia dell'oro della "sprint" Hans Martin Gjedrem, Jon Kristian Svaland, Henrik Lund e Sondre Eieland (1h 05'41"0; 2) e quinti gli azzurri Christian Martinelli, Markus Windisch, Mattia Cola e Dominik Windisch (1h 05'48"3; 1).

 

 

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