Mauro Forghieri, ad Aosta, ha parlato di karting, della "Ferrari" e della "Formula 1" di oggi
Scritto da sportvda Domenica 11 Aprile 2010 10:00
Non c'era un posto libero nella sala delle conferenze della Biblioteca regionale di Aosta, venerdì 9 aprile, per la conferenza di Mauro Forghieri, storico direttore tecnico della "Ferrari", per una serata della "Saison culturelle" insieme ad Alfonso Galvani.
Durante l'incontro si è parlato dalla "Aosta - Gran San Bernardo", storica gara in salita che, se in passato è servita per testare le prime "Ferrari" costruite a Maranello, ora è un'apprezzata manifestazione di regolarità con auto storiche.
«Io non sono un pezzo di storia - racconta Forghieri a sportvda.it - la "Ferrari" è un pezzo di storia. Ho avuto la fortuna di fare parte della "Ferrari" negli ultimi decenni di vita del commendatore Enzo Ferrari, sono andato via poco prima morisse. Era finita un'epoca e quindi era anche per me il momento di muovermi e sono andato a fare altre cose».
Dopo la "Ferrari" Forghieri ha lavorato, tra gli altri per "Lamborghini" e "Bugatti" ed ora è il direttore tecnico della "Oral racing", che tra le numerose attività nel campo dell'automobilismo sportivo, produce e commercializza un ottimo motore da kart, contribuendo così alla formazione di giovani piloti: «indubbiamente il karting ha formato alcuni dei migliori campioni che oggi battono le piste di "Formula 1" - aggiunge Mauro Forghieri - e c'è una logica in tutto questo, perché è un avvicinarsi alle macchine da corsa con le ruote scoperte, senza aver paura di avvicinarsi. Alle volte purtroppo si avvicinano troppo e, qualche volta, a causa di questo fanno dei voli incredibili. Ma il kart è indubbiamente il modo di sentire, scusate il termine, con il sedere quelle che sono le reazioni della macchina. Non bisogna dimenticare che i kart, addirittura, sollevano una delle ruote posteriori nelle curve, usano gomme che hanno delle aderenze che neanche quelle della "Formula 1" si riescono ad esprimere in quel modo: a mio avviso sono delle macchine che invitano alla "Formula 1". Da qui si riesce a capire se il pilota ha la stoffa e la grinta per poter sperare di passare alla "Formula 1". Il kart è la risposta ad un giovane ragazzo che vuole iniziare a quattordici anni a correre con delle macchine che esprimono quelle che sono le paure e i dubbi di una "Formula 1"».
Seppur assente da anni dal "Circus" l'esperienza di Mauro Forghieri, che ha progettato le "Ferrari 312" e "126" da "Formula 1" vincendo quattro campionati del mondo piloti ed otto titoli iridati costruttori, resta fondamentale: «l'assenza dei "pit stop" nella stagione 2010 - commenta, riferendosi alle sostanziali modifiche regolamentari di quest'anno - per fare il rifornimento ha migliorato indubbiamente il Gran Premio. Prima di tutto perché un pilota, al di là di quelle che potrebbero essere le condizioni atmosferiche che non può di certo controllare in modo attivo, deve prendere una vettura che ha 150 chili di carburante circa e deve cercare di arrivare al traguardo magari un litro solo, se ci riesce, e quindi cambiare il suo modo di guidare per salvaguardare le gomme, rispettarle, affinché le previsioni di cambio si possano realizzare, perché se lui non le rispetta in modo corretto, sarà costretto a cambiare le gomme ad un punto diverso della gara e quindi sconvolgere tutti quelli che sono i piani».
«La "Formula 1" diventa quindi sempre più interessante - prosegue Forghieri - e dovrebbe diventarlo sempre di più, man mano che i piloti capiscono quali sono i segreti di una specialità automobilistica che ha un po' alterato completamente le caratteristiche tecniche della passata stagione. Innanzitutto i progettisti, anche se personalmente non sono sempre d'accordo con tutti, hanno dovuto aumentare moltissimo i serbatoi, la maggior parte si è lanciata ad allungare il passo, non tutti lo hanno fatto nello stesso modo. Io, per esempio ho visto, che la "Red Bull" è un po' diversa dalle altre, forse da un punto di vista espressamente della prestazioni è una delle migliori. Non è detto però che possa essere la vincente del campionato».
Parlando di "Ferrari" e di "Formula 1" non si può fare a meno di parlare di Michael Schumacher, del suo ritorno nel "Circus" a 41 anni: «io da anni ne ho tanti, però non tornerei mai in "Formula 1" - confessa Mauro Forghieri - potrei adattarmi ad aiutare una progettazione di "Formula 1", ma forse i concetti che ho io non sono nemmeno più moderni. Trovo che Schumacher abbia corso un grande rischio tornando, perché la fama che ha avuto difficilmente poteva essere modificata in termine di risonanza. Lui non è ritornato sulla "sua Formula 1", ma su una categoria completamente diversa, sta correndo un grosso rischio, anche se ben pagato. Occorre anche ricordare che Schumacher ha corso in un periodo in cui era praticamente l'unico a poter realizzare certi risultati: chi lo ha contrastato un po' fu Mika Hakkinen, per due volte, ma normalmente ha corso contro dei piloti di livello nettamente inferiore a lui. Non vorrei dire che ha corso contro nessuno, ma quasi, quindi il suo record di campionati del mondo è un record che sarà difficilmente battibile. Oggi lui si trova davanti a piloti del calibro di Fernando Alonso, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, che sono delle nuove leve ed hanno dimostrato di essere dei grossi campioni e quindi si troverà a lottare con l'aspetto umano oltre che tecnico. Lui è stato principalmente, per me, un professionista estremamente serio e di valore anche nel capire che cosa serviva alla squadra e come gestirla dal punto di vista tecnico, diventando così l'espressione della "Ferrari" per parecchi anni».
«In ogni caso - conclude Forghieri - non credo che Schumacher possa vincere il Campionato del mondo 2010. Il suo compagno di squadra, Nico Rosberg, che tutti sulla carta davano per battuto, in questo momento è davanti a lui ma credo che, quando la sua macchina gli sarà congeniale, potrà, in parte, riabilitarsi».
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