Saranno ancora una volta le salite ad incoronare il re del "Petit Tour": 135 i corridori al via
Scritto da lucien Venerdì 02 Luglio 2010 14:30
Saranno 135 i corridori al via del "Giro della Valle d'Aosta -Savoie - Mont Blanc", in rappresentanza di 27 team, tra privati e squadre nazionali per un totale di ottanta richieste di partecipazioni, con addirittura una domanda giunta da Taiwan. Saranno invece 812 i chilometri che i ciclisti dovranno affrontare scalando peraltro ben ventuno salite, che come ogni anno sanciranno il vincitore del "Petit Tour" e regaleranno il consueto spettacolo.
Durante la presentazione di mercoledì 30 giugno al Forte di Bard, l'attenzione dei presenti è stata focalizzata sulla proiezione della ricognizione delle tappe che comporranno la 47° edizione del "Giro della Valle d'Aosta-Savoie-Mont Blanc".
La prima frazione "Quart-Quart" è composta da un circuito che i corridori dovranno ripetere tre volte; al suo interno si trovano due salite, che ripetute tre volte diventano sei, di cui la prima è quella verso Grand Brissogne, già vista nella passata edizione.
La seconda tappa, probabilmente la più dura, parte e ritorna, dopo 140 chilometri, a Morgex passando per le salite di Allein, Vergogne e il classicissimo col San Carlo. Il terzo stage "Champdepraz-Covarey" presenta vecchie presenze e una bella novità, infatti dopo i primi ottanta ondulati chilometri i corridori affronteranno l'ascesa verso Perloz, per poi arrampicarsi fino al parco del Mont Avic, novità assoluta del "Petit Tour", che rappresenterà l'unico arrivo in salita dell'intera corsa a tappe.
La quarta ed ultima tappa italiana prenderà il via da Hône e si snoderà attraverso le ascese del col d'Introd, la temibile salita verso Saint-Barthélemy, il Col d'Arlaz, grande protagonista della passata edizione, per concludersi in cima allo strappo che porta fino all'affascinante arrivo del Forte di Bard. La quinta tappa "Marignier-Ville-la-Grand", prima in terra transalpina, i corridori scaleranno due salite storiche dell'Haute Savoie, un po' dimenticate negli ultimi anni dagli organizzatori del "Petit Tour", quali il Col de Joux Plane e quello de la Ramaz. Infine l'ultima frazione è indubbiamente la più agevole, infatti dopo tre salite, non molto dure, gli atleti giungeranno dopo appena ottantotto alla sede di arrivo, oltre che di partenza, di Ville-la-Grand.
Tornando ai protagonisti della corsa, le squadre italiane già sicure di un posto sono la "Zalf", guidata da Battaglin, la "Palazzago", che schiera il forte esordiente Dall'Oste e l'ex crossista Aru, la "Viris Vigevano", con Mattia Pozzo, il team "Cerone", con il giovane e promettente valdostano Thierry Moret, l'Unione ciclistica Bergamasca, che porterà Locatelli, la "Bata", la "Mastromarco", guidata da Monsalve, oltre all'Unione ciclistica trevigiani Dynamon.
Tra le compagini straniere spiccano le belga "Quick-Step" e "Lotto" e la "Haute-Savoie" tra le francesi. Non sono mancate le prime impressioni dei direttori sportivi presenti, infatti Ivano Locatelli ha individuato la quinta tappa come quella decisiva e, andando un po' contro corrente, ha definito il tracciato «adatto ad un corridore completo, forte perciò anche in discesa e pianura». Sergio Santimaria della "Viris" ha invece sottolineato la durezza della corsa, «soprattutto per chi è al primo anno nel dilettantismo» e non si sarebbe mai aspettato «un tracciato di tale difficoltà», dichiarando che «la mia squadra punterà a vincere una tappa con una grande fuga», ma non crede che «Pozzo possa puntare alla classifica», come ha confermato in seguito il corridore biellese.
La parola è poi passata a Thierry Moret, il quale ha riconosciuto che vincere il "Petit Tour" per un valdostano «sarebbe fantastico», ma al primo anno in categoria sarà difficile, «anche se sognare non costa nulla».
Infine, proprio negli ultimi giorni, si è sparsa la voce che la presenza al via del "Petit Tour" di Angelo Pagani, secondo della classifica generale nella passata edizione, è in forte dubbio a causa di un infortunio patito nello scorso mese di giugno.
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