Gran finale al Petit Tour: tappa a Chernetcki e doppietta gialla per Aru

ciclismo e mtb

 

altAru sbaglia strada, Chernetcki no. Il giovane nazionle russo, domenica 22 luglio, corre una cronometro perfetta coquistando la sesta e ultima tappa della 49a edzione del Grio della Valle d'Aosta. Fabio Aru ha, invece, commesso un errore di percorso proprio nell'ultimo chilometro, tirandosi fuori, pertanto, dalla lotta per la vittoria di tappa, rimasta comuqnue distante soli trentaquattro secondi.

Nella mattinata di Chatel gli ultimi dodici chilometri di corsa al Petit Tour 2012 hanno visto uno scatenato Chernetcki soffiare il podio a Zilioli, Colpack, ed il secondo posto a Manfredi, Hopplà, rimasto comunque in terza posizione. Fabio Aru ha, ancora una volta, mostrato una forza superlativa, permettendosi pure un errore di percorso per conquistare il secondo posto di tappa ed il bis al Giro; potrà così compiere il salto nei professionisti senza rimpianti e con una consapevolezza di forza straodinaria, aspettando di correre salite vere ai grandi giri, dove sicuramente avrà un futuro garantito. Per una volta i pronostici della vigilia sono stati rispettati e questo grazie al piccolo scalatore sardo, sempre sotto controllo, con l'unico affondo di prepotenza in quel di Tavagnasco, quasi a far capire agli altri che quando avrebbe voluto avrebbe ammazzato la corsa ed invece ha concesso la passerella ai vari vincitori di tappa, che hanno in ogni caso regalato uno spettacolo indimenticabile agli appassionati di ciclismo.

In maglia gialla si sono alternati in molti, primo tra tutti Dall'Oste, Trevigiani, vittima di una caduta nel corso della seconda tappa che gli ha precluso la possibilità di giocarsela fino in fondo, Kamyshev poi, anche se la classifica non è mai stata il suo obiettivo, ancora Manfredi, più resistente degli altri, anche se le rampe dei Piani lo hanno segnato nell'animo e nelle gambe, pur riuscendo a salvare per i capelli il terzo gradino del podio nella cronometro finale, non proprio la specialità della casa. Infine il giallo è stato indossato da Aru, che ha così chiuso la roulette dei giorni scorsi tenendosi l'emblema della vittoria tutto per sè. Ripagata, invece oggi, la continuità del russo Chernetcki, sempre tra i primi, ma orfano dello spunto che avrebbe potuto regalare un minimo più di bagarre per la generale, essendo giunto a 3'25" dal sardo della Palazzago.

Tra le conferme di questo Giro, oltre alla Palazzago, sicuramente la Colpack, squadra capace di piazzare tre corridori in top ten: Zilioli, Masnada ed Edmonson, rispettivamente quinto, sesto e decimo, anche è mancato l'aucto. Ottima prova di squadra anche degli Hopplà Manfredi e Bongiorno e dei Leopard Trek, inediti al Giro, in grado di essere sempre tra i protagonisti di ogni tappa, con la ciliegina sulla torta della vittoria da antologia di Jungels nella penultima frazione. La vera squadra rivelazione è comunque stata l'Astana, capace di vincere due tappe e conquistare la maglia gialla, nella seconda tappa, a testimonianza della crescita esponenziale del ciclismo kazako.

Anche le delusioni non sono mancate, infatti il blocco francese è  stato deficitario. Partendo dalla nazionale, mai protagonista, arrivando a Lavieu, capace di rimanere con i migliori lo scorso anno, mai in gara quando alla vigilia sembrava poter essere proprio lui il vero antagonista di Aru. Altre parziali sotto prestazioni sono sicuramente quelle delle squadre belghe, spesso in fuga ma senza trovare l'acuto, oltre alla squdra Uci, mai in fuga e con nessun atleta in grado di fare classifica.

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