L'extraterrestre Jungels si prende la quarta tappa del Petit Tour dopo 70 km in solitaria. Intanto Aru si limita a difendersi

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altBob Jungles domina la tappa regina del Peti Tour. Il giovane lussemburghese, presentatosi alla 49a edizione del Giro della Valle d'Aosta con il secondo posto del prologo, ha vinto la frazione odierna per dispersione. I primi avversari del corridore della Leopard Trek sono giunti ad Antey a quasi sei minuti di distacco, quasi a voler lasciare il palcoscenico ad un'impresa che non mancherà di entrare nella storia della corsa rossonera. La maglia gialla Fabio Aru si è, invece, limitato a controllare i dretti rivalli per la generale correndo da padrone di casa.

Pochi lampi nella prima parte di gara, se non l'uscita di scena del campione lussemburguese Alex Kirsch, vittima di una caudta nel corso della discesa iniziale verso Chatillon. Il gruppo procedeva allungato risalendo il centro valle, quando la prima parte dello stesso si è avvantaggiata guadagnando, da subito, un buon margine. Tra i trentadue battistrada figuravano tra gli altri il lussemburghese della Leopard Trek Jungels, il nazionale francese Turgis, l'altro francese della Avc Aixois Lavieu, protagonista di un Petit Tour al di sotto delle attese, oltre all'americano Morton della Chipotle e ai due corridori della Progettociclismo, Grosu, in caccia della conquista della maglia degli Sprint Catch, e il valdostano Cuaz. L'accordo non mancava così il drappello, piuttosto corposo in verità, procedeva spedito verso il primo Gpm di giornata, la salita verso Les Fleurs, nel corso della quale il gruppo leader si è scremato, conservando una ventina di unità. Tutto uguale ancora nella discesa seguente alla salita di Les Fleurs e nel tratto di falso piano verso Chatillon, dove l'ascesa verso il Col Saint Pantaleon attendava la carovana. Sulle rampe verso il colle è stato proprio Bob Jungels il primo a tentare l'allungo, che si è rivelato subito insostenibile per tutti gli altri. Nel dopo tappa lo stesso lussemburghese ha ammesso che "ho attaccato sperando di portare fuori qualcuno e, invece, sono rimasto solo, ma, dal momento che avevo buone gambe, ci ho provato ed è andata bene", in effetti non sono mancate le gambe al corridore della Leopard Trek, che ha così chiuso i settanta chilometri seguenti, comprese le salite verso Champremier, prima, ed Antey, dopo, come fosse una cronometro individuale, specialità in cui eccelle. Alle sue spalle si è corsa un'altra gara, quella che vedeva la lotta per la classifica generale. Anche qui, però, il dominio di Fabio Aru, Palazzago, è stato schiacciante, infatti l'unico corridore che sembrava in grado di dargli fastidio, il campione italiano della Hopplà Bongiorno, si è staccato già sulla penultima salita, mentre è apparso in buona codnizione il suo compagno di squadra Andre Manfredi, rimasto così in scia di Aru nella generale. L'unico fuggitivo in grado di resistere al rientro dei favoriti è stato l'americano Morton, Chipotle, giunto, tuttavia, a 5'48" dal cronoman della Leopard Trek.

Nella generale non c'è stato nessun cambiamento per quanto rigurada il podio, infatti oltre all'arrivo simultaneo dei due leader Aru e Manfredi, anche Penasa, Zalf, ha tenuto le ruote della maglia gialla. Per il resto Bongiorno ha perso dodici minuti, salutando le chances di podio, ma mantenendo le top ten per i capelli. Anche le altre maglie non hanno conosciuto sconvolgimenti, con il bielorusso della Palazzago sempre in maglia a pois, il rumeno di Progettociclismo ormai certo della conquista finale della maglia biancorossa degli Sprint Catch, succedendo al biellese Pozzo nell'albo d'oro, mentre Aru, grazie al nono posto odierno, ha confermato la leadership nella classifica a punti.

Appuntamento in Svizzera domani, dove la quinta tappa porterà gli atleti da Aigle, quartier generale Uci, a Chatel, Francia, dopo centoquarantadue chilometri, conditi da tre Gpm, piuttosto pedalabili. Essendo l'ultima tappa in linea di questo Petit Tour non mancherà la bagarre per prendere la fuga giusta, con un gruppo che concederà sicuramente spazio, in quanto domenica, l'ultima frazione proporrà una cronometro individuale in cui aver conservato qualche energia in più dei rivali potrebbe fare la differenza.

 

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