Aru vince la cronoscalata e conquista la vittoria del 48esimo "Petit Tour" davanti a Dombrokswki ed a Novikov

ciclismo e mtb

Fabio Aru durante l'ultima tappa del 48esimo Giro della Valle d'AostaAl termine di un "Petit Tour" più internazionale che mai, il tricolore è sventolato alto nel cielo di Covarey. Il sardo della "Palazzago" Fabio Aru ha chiuso, domenica 28 agosto, i nove chilometri della cronoscalata finale della 48esima edizione del "Giro ciclistico della Valle d'Aosta" in soli 28'48", correndo in maniera perfetta e conquistando con grandissimo margine la classifica finale.
Così dopo una pausa lunga tre edizioni, risale infatti al 2008 la vittoria finale di Michele Gaia, si è interrotto il dominio straniero nel "Petit Tour". Alle sue spalle il nazionale transalpino Kenny Elissonde ha confermato di possedere un talento immenso, nonostante nelle prime tappe abbia accusato un problema di tipo virale, nella seconda metà di questo "Giro" ha sempre corso assieme ai leader e si è meritato un ottimo secondo posto di tappa, a 24 secondi dal piccolo sardo. Sul terzo gradino del podio l'americano Joseph Dombrokswki ha stupito tutti una volta di più conquistando anche la medaglia d'argento nella classifica finale.

Erano le undici e sedici minuti quando al cancelletto di partenza si presentava una maglia gialla targata "Itera Katusha" più incerta del solito, quasi sentisse già strane sensazioni, ed infatti già dopo i primi quattro chilometri Nikita Novikov accusava un ritardo dal "razzo sardo" di un minuto e diciassette secondi cedendo la vittoria finale e mettendo a rischio anche il secondo posto che qualche minuto più tardi gli sarebbe scivolato via per mano di Dombrokswki, autore di due tappe da incorniciare.  L'unico sollievo per il gigante russo di Vologda è giunto quando ha scoperto di aver conservato il podio finale per soli quattro secondi sul nazionale francese Antoine Lavieu.
Come da pronostico Fabio Aru si è dimostrato scalatore di livello assoluto, andando a rimontare gli oltre tre minuti di distacco che aveva accumulato nelle prime due tappe nei confronti del russo Novikov, grazie allle scalate più dure di quest'edizione del "Petit Tour". Per quanto riguarda il russo è stata confermata la sensazione che oltre ad essere un passista di eccelso livello sarà difficile vederlo ai massimi livelli in salita, laddove il suo imponente fisico non gli permette di resistere all'andatura di corridori più leggeri e scattanti, come lo sono i vari Aru, Elissonde e Dombrokswi.

Il podio finale del 48esimo Giro della Valle d'AostaInoltre, nella tappa di domenica 28 agosto è stata palesata la crudezza del ciclismo: come lo scorso anno Novikov aveva conquistato la "maglia gialla" grazie alla discesa su Morgex, come avvenuto nel corso della seconda tappa, e sulla salita di Covarey, dove un anno era crollato di schianto lasciando strada libera al compagno Petr Ignatenko, ha nuovamente ceduto lo scettro del primato.

Tra le sorprese di quest'edizione del "Petit Tour" è innanzitutto da segnalare Joseph Dombrokswki vincitore della classifica riservata agli "under 21", che ha mostrato un talento immenso, infatti dopo esser andato in fuga nelle prime giornate ha capito che il posto di sua competenza era tra i grandi della classifica e così ha corso da vero campione riuscendo a vincere la tappa regina e strappando un secondo posto sul podio finale.
Un capitolo a parte merita Kenny Elissonde, che fino a due giorni fa rappresentava la delusione del Giro, ma che nelle ultime due frazioni ha invertito la rotta macinando salite a velocità pazzesche, lasciandosi così alle spalle i problemi fisici dell'inizio.
Le parole sono ormai finite per descrivere il piccolo grande scalatore sardo Fabio Aru, che nonostante l'attacco di dissenteria, ammesso dalla stesso corridore della "Palazzago" al termine della tappa, che lo aveva fermato nel corso nella seconda frazione, ha saputo rialzarsi pedalando con grinta e determinazione dall'alto di un'umiltà sorprendente che sicuramente lo porterà in alto anche tra i pro.
Joseph Dombrokswki, vincitore tra gli under 21 nel 48esimo Giro della Valle d'AostaSono questi i tre corridori che la 48esima edizione del "Petit Tour" ha messo in mostra e, non a caso, le case professionistiche hanno già presentato proposte interessanti sperando che tali atleti ripetano le gesta viste sulle strade valdostane in contesti ancor più importanti. Tutto ciò non ha fatto che premiare la scelta dell'organizzazione di rendere ancor più internazionale un appuntamento che presenta un livello ciclistico mondiale ed un trampolino di lancio per i giovani ciclisti ineguagliabile.
La maglia a pois degli scalatori è finita sulle spalle del belga della "Omega Pharma Lotto" Steve Bekaert, ottimo corridore a cui è sempre mancato un niente per conquistare la vittoria di tappa, sfiorata infatti in due circostanze. Mattia Pozzo ha invece visto premiato il suo coraggio con la maglia degli sprint catch, vinta per la quarta volta consecutiva. Mentre le maglie a punti e combinata sono andate sulle spalle del vincitore Aru chiudendo così un gran tris.
Tra le note dolenti non mancano spunti, primo tra i quali è offerto dal deludentissimo Francesco Bongiorno, tra i favoriti della vigilia e mai in gara. Inoltre quello che si presentava come uno squadrone fortissimo, il team "Colpack", non ha saputo regalare nessun acuto di rilievo piazzando il solo Italo Zilioli al decimo posto della generale. Tra le squadre nazionali, la rientrante Spagna non ha mai dato segni di vita, come peraltro è stato per le due debuttanti australiana e norvegese, che comunque avranno il tempo per rifarsi.

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