In mezzo ad una marea di giovani speranze, Fabio Aru tenterà di riscrivere la storia del Petit Tour
Scritto da Lucien Grimod Domenica 15 Luglio 2012 19:23
A poco meno di ventiquattro ore dal cronoprologo di Bard, con inizio fissato per le 18, il Giro della Valle d'Aosta scopre i propri protagonisti. Molte le novità in un campo partenti che, mai come quest'anno, presenterà una qualità elevatissima formata da giovani di tutto il mondo, essendo infatti ben ventidue le nazioni rappresentate. L'unica macchia sarà invece l'assenza dell'americano Joseph Dombrowski, che spiana così la strada al favoritissimo Fabio Aru del Team Palazzago, in cerca di una storica doppietta, dopo la maglia gialla finale del 2011.
Come detto i paesi rappresentati saranno ventidue, tra cui spiccano la Costa d'Avorio, l'Eritrea, la Namibia e la Nuova Zelanda, tutte nazioni non facenti parte dell'élite ciclistica mondiale, ma capaci di sfornare buoni talenti, che avranno così modo di mettersi in mostra in uno dei più importanti giri ciclistici del panorama internazionale dilettantistico. Quest'anno partiranno inoltre per il loro secondo Petit Tour i due valdostani della Progettociclismo Vladimir Cuaz e Thierry Moret, chiamati nell'ardua impresa di lasciare un segno indelebile nella storia della più grande manifestazione ciclistica rossonera.
La defezione di Dombrowski, fresco vincitore del Girobio: il Giro d'Italia degli under 23, proprio davanti al nostro Fabio Aru, ha sicuramente tolto spettacolo al Petit Tour, ma la scelta di rimanere negli Stati Uniti per chiudere la stagione e compiere il passaggio tra i pro è del tutto comprensibile per un corridore che non mancherà di regalare grosse emozioni anche al "piano di sopra". Tuttavia gli assenti han sempre torto e così Fabio Aru, che passerà professionista all'indomani del Giro della Valle d'Aosta con il team kazako Astana, potrà correre da favorito sin dal prologo di domani, con alle sue spalle una schiera di giovani ciclisti in cerca della ribalta internazionale.
Tracciare i nomi dei possibili protagonsiti è sempre difficile, tanto più quest'anno con al via solo under 23, ma alcuni corridori che danno garanzie in vista della generale ci sono. Innanzitutto, oltre ad Aru, si presenteranno al via altri tre componenti della top ten di un anno fa, in ordine: il francese della Aix-en-Provence Antoine Lavieu, il belga della Ovyta Floris Smeyers e l'italiano del team Colpack Gianfranco Zilio. Sempre in chiave classifica finale sono accreditati di buone possibilità l'eritreo Natnael Berhane, talento emergente del ciclismo africano e portacolori della squadra del Centro Mondiale del Ciclismo, il lussemburghese della Leopard Trek Bob Jungels, vincitore quest'anno della Parigi-Roubaix under 23, oltre agli italiani Andera Manfredi (Hopplà), Davide Formolo (Petroli Firenze), Daniele Dall'Oste (Trevigiani), Paolo Penasa (Zalf), Federico Costantino (Progettociclismo) e il campione italiano 2012 Francesco Manuel Bongiorno del team Hopplà, inserito tra i partenti solo poche ore fa. Oltre ai nomi fatti promettono di stupire le nazionali francese e statunitense, come ogni anno composte da giovanissimi corridori senza nulla da perdere e un mondo, quello del ciclismo che conta, da conquistare.
Le novità non saranno solo legate ai corridori, ma anche le maglie in palio presentano alcuni rinnovamenti. Innanzitutto saranno solo quattro le maglie speciali messe in palio ad ogni tappa dall'organizzazione, infatti sono state "tagliate" le maglie rossonera, dedicata ai giovani, e quella biancorossa della grancombinata. Cambieranno invece la maglia a pois, biancoverde in onore di Selle Italia, la maglia a punti, sempre bianca, sarà sponsorizzata da Tessioe Cicli e Rodman, e la maglia biancorossa Haute-Savoie che sarà assegnata per gli Sprint catch. Confermatissima infine la maglia gialla Fontina per la generale.
Alle 18 di domani i nomi non saranno che scritte vuote sui fogli del direttore di gara, in quanto sarà la strada a dire chi veramente potrà partecipare alla corsa per la maglia gialla finale. A questo punto la speranza è, come al solito, quella di poter godere di uno spettacolo immenso grazie a nuovi ciclisti ancora sconosciuti al grande pubblico, ma pronti a stupire e azzardare, come non più di tre edizioni fa fece un certo Thibault Pinot, fresco vincitore di una tappa al Tour de France, dove occupa ora la decima posizione nella generale.
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