Un sonoro 3 a 0, a Venezia, chiude la stagione del "Saint-Chri". Aumentano i dubbi sul futuro dirigenziale granata

calcio e calcetto

Il Saint-Christophe sul campo dell'Unione VeneziaLa stagione del "Saint-Christophe VdA" si è conclusa con una netta sconfitta. I granata, giunti a Venezia con una formazione piuttosto rimaneggiata, hanno giocato alla pari dei campioni del girone C della serie D per un tempo, ma alla distanza il divario tecnico è apparso chiaramente.
La tripletta di Emil Zubin, capocannoniere del girone con ventitré reti, ha così messo la parola "fine" alla stagione granata.

Il primo tempo ha visto una buona prestazione degli ospiti che, nonostante le numerose assenze, hanno creato i presupposti per andare in vantaggio, senza peraltro riuscire a colpire la porta veneta. L'"Unione Venezia" non è rimasta a guardare e così, alla mezz'ora, ha trovato la via del gol con il proprio bomber, Zubin, che ha pertanto firmato la trentaquattresima rete stagionale. Ben meno equilibrata la ripresa, con i padroni di casa in controllo del match di fronte ad un "Saint-Christophe VdA" non così motivato da cercare la rimonta.
Tra il venticinquesimo e il trentacinquesimo ci ha di nuovo pensato Zubin a far gioire il pubblico presente regalando alla propria compagine molte chances di passaggio alle semifinali dello "Scudetto Dilettanti".
La trasferta odierna non rappresentava certo una "sfida chiave" per il futuro granata, diventando invece l'occasione per vedere all'opera giovani del proprio vivaio come il centrale difensivo Paganin, spesso tra i convocati, ma mai chiamato in causa sino ad oggi. Resta comunque il fatto che dalla fine del campionato non sembra più regnare la grande tranquillità e determinazione presenti nello spogliatoio granata da settembre.
Terminata la stagione, la dirigenza granata sarà ora di fronte ad un lunghissimo cammino che porterà la società valdostana al mondo professionistico: non sarà infatti solo il livello tecnico ad aumentare, ma anche, e soprattutto, sarà l'organizzazione societaria a fare la differenza. Il primo pensiero che affiora, riflettendo sul salto di categoria, è legato indubbiamente al deciso incremento delle spese, ma tale fattore rappresenta soltanto la "punta dell'iceberg", in quanto le priorità riguarderanno la ricerca di personale specializzato, con tanto di "patentino", oltre che del reclutamento di giovani calciatori, indispensabili per abbattere i costi un campionato in Lega Pro, entrambi compiti delicati quanto basilari. Non a caso proprio in questi giorni si stanno ridefinendo le gerarchie societarie, le quali potranno riservare molte sorprese. Il futuro dirigenziale del "Saint-Chri" è in divenire, tuttavia, al momento, è difficile capire come potrebbe evolversi la situazione, come anche la posizione di Zichella, fino a poco tempo fa indiscutibile, ma, che da qualche settimana, ha conosciuto un forte ridimensionamento.

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